Discussione:
L’ATEISMO NON E’ LOGICO
(troppo vecchio per rispondere)
Banca Centrale Mondiale
2012-08-29 11:22:17 UTC
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L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio. In
particolare l’ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un
Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? In realtà
no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che
tradiscono l’ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all’autorità
ultima di Dio, ad un ordinamento superiore ed alle responsabilità che
questo comporta.

L’ateismo afferma categoricamente che non esiste alcun Dio. L’ateo, però,
può davvero essere certo di questa sua affermazione? Di fatto per essere
certi che un Dio non esista questo esigerebbe la perfetta conoscenza di
ogni cosa (l’onniscienza). Per conseguire questa conoscenza bisognerebbe
avere simultaneamente accesso ad ogni parte dell’universo e in ogni
dimensione della realtà (onnipresenza). Quindi, per un ateo, per essere
certo di questa sua affermazione, sarebbe necessario possedere
caratteristiche divine. Ovviamente la limitata natura dell’essere umano le
preclude queste speciali capacità. L’affermazione dogmatica dell’ateo è
quindi chiaramente ingiustificabile. L’ateo cerca di provare una negazione
universale. In termini di logica, questa è chiamata una fallacia logica.

La concezione atea del mondo è inadeguata anche per molte altre ragioni.
In primo luogo l’ateismo non può spiegare adeguatamente l’esistenza della
complessa ed ordinata realtà del mondo. Come ogni altra cosa, il mondo in
cui viviamo esige una spiegazione che vada oltre a sé stessa – l’ateo
però, non è in grado di fornirne una. In secondo luogo la concezione atea
del mondo non è in grado di fornire le necessarie condizioni preliminari
per dar ragione alle stesse leggi della scienza ed a quelle universali
della logica – come pure, naturalmente, degli standard morali assoluti che
vorrebbe pure negare ma dei quali trae indubbiamente vantaggio e di cui
certo non vorrebbe privarsene. In breve, la concezione atea del mondo non
può dar ragione delle realtà più significative della vita. Si sforza con
infiniti sofismi di darne spiegazione, ma tutto ciò si rivela, in realtà
una fuga continua da quelle evidenze che si ostina a non accettare.

Se davvero i singoli atei affrontano seriamente la questione di Dio,
provino anche a considerare ciò che afferma Gesù Cristo. Egli affermò di
essere nient’altro che Dio fattosi uomo (Gv. 1:1). Questa stupefacente
affermazione era confermata dal suo carattere personale senza pari,
l’adempimento nella Sua Persona delle profezie, dalla Sua incredibile
influenza sulla storia umana – inoltre, la cosa più importante, dal fatto
storico della Sua risurrezione dai morti. Vi sono al riguardo abbondanti
evidenze a disposizione dello scettico. Come disse Francio Schaeffer, il
noto apologeta, “Dio è là e non tace”. Dio era in Cristo riconciliando il
mondo a Sé stesso (2 Co. 5:19). Alla fin fine la creatura umana che nega
Dio non lo fa sulla base di evidenze che mancano, ma perché non vorrebbe
rendere conto di sé stesso al suo Creatore.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Gigio
2012-08-29 11:54:34 UTC
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L'ateismo è quella concezione del mondo che nega l'esistenza di Dio. In
particolare l'ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un
Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? In realtà
no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che
tradiscono l'ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all'autorità
ultima di Dio,
--
CUT
In poche righe hai scritto troppe volte la parola "dio"
Ho dovuto tagliare perchè mi venivano i conati di vomito..
Ciao
Gigio c'è
Uzi
2012-08-30 09:34:29 UTC
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Post by Gigio
L'ateismo è quella concezione del mondo che nega l'esistenza di Dio. In
particolare l'ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un
Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? In realtà
no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che
tradiscono l'ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all'autorità
ultima di Dio,
--
CUT
In poche righe hai scritto troppe volte la parola "dio"
Ho dovuto tagliare perchè mi venivano i conati di vomito..
Ciao
Gigio c'è
Lo credo, ti parla di ragioni logiche basandosi sulla (sua) fede.
Gigio
2012-08-30 09:51:04 UTC
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Post by Uzi
Post by Gigio
L'ateismo è quella concezione del mondo che nega l'esistenza di Dio. In
particolare l'ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un
Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? In realtà
no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che
tradiscono l'ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all'autorità
ultima di Dio,
--
CUT
In poche righe hai scritto troppe volte la parola "dio"
Ho dovuto tagliare perchè mi venivano i conati di vomito..
Ciao
Gigio c'è
Lo credo, ti parla di ragioni logiche basandosi sulla (sua) fede.
Penso proprio che la fede faccia a pugni con la logica. Anche la sua.
Ciao!
Gigio c'è
Thorpe
2012-08-29 12:21:05 UTC
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L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di
Dio.
Sbagliato. E' quella concezione che non ha bisogno dell'esistenza di
un dio, tanto da non avere neanche un particolare bisogno di
negarlo. Come rispose Laplace a Napoleone, che gli chiedeva dove
fosse Dio nella sua concezione del cosmo: "Sire, non ho bisogno di
questa ipotesi". E' tutto perfettamente logico SENZA un dio.
In particolare l’ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e
mai ci sarà un Dio. Questa posizione, però, è giustificabile
razionalmente?
Lo è quella che *per fede* postula l'esistenza di un dio? Non so
quanto ti convenga portare la discussione sulla logica, perché ne
usciresti con le ossa rotte. La tua posizione teista pretende
addirittura di non aver bisogno di supporto logico. Ma se basta la
fede, allora ti posso postulare l'esistenza degli omini verdi. I
tuoi argomenti che mi impedirebbero di negare il tuo dio, potrei
usarli per impedirti di negare i miei omini verdi.

Tralascio il seguito per carità cristiana (si fa per dire).
quadra
2012-08-29 13:41:26 UTC
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Post by Thorpe
Tralascio il seguito per carità cristiana (si fa per dire).
Sempre che qualcuno possa con cognizione di causa negare l'esistenza
di omini verdi.
Pope
2012-08-29 13:59:50 UTC
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Post by quadra
Post by Thorpe
Tralascio il seguito per carità cristiana (si fa per dire).
Sempre che qualcuno possa con cognizione di causa negare l'esistenza
di omini verdi.
il mio garage è sorvegliato da omini verdi mentre manca quasiasi
riferimento a divinità qualsivoglia
quadra
2012-08-29 14:42:04 UTC
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Post by Pope
Post by quadra
Post by Thorpe
Tralascio il seguito per carità cristiana (si fa per dire).
Sempre che qualcuno possa con cognizione di causa negare l'esistenza
di omini verdi.
il mio garage è sorvegliato da omini verdi mentre manca quasiasi
riferimento a divinità qualsivoglia
Hai optato per quelli? Preferisco quelli bruni, per la guardia sono piu'
feroci. Quelli verdi gli piace di bere.
blueberrymind
2012-09-08 19:07:24 UTC
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Post by Thorpe
L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di
Dio.
Sbagliato. E' quella concezione che non ha bisogno dell'esistenza di
un dio, tanto da non avere neanche un particolare bisogno di
negarlo. Come rispose Laplace a Napoleone, che gli chiedeva dove
fosse Dio nella sua concezione del cosmo: "Sire, non ho bisogno di
questa ipotesi". E' tutto perfettamente logico SENZA un dio.
In particolare l’ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e
mai ci sarà un Dio. Questa posizione, però, è giustificabile
razionalmente?
Lo è quella che *per fede* postula l'esistenza di un dio? Non so
quanto ti convenga portare la discussione sulla logica, perché ne
usciresti con le ossa rotte. La tua posizione teista pretende
addirittura di non aver bisogno di supporto logico. Ma se basta la
fede, allora ti posso postulare l'esistenza degli omini verdi. I
tuoi argomenti che mi impedirebbero di negare il tuo dio, potrei
usarli per impedirti di negare i miei omini verdi.
Tralascio il seguito per carità cristiana (si fa per dire).
Posso sapere cosa vuol dire <logic>a per te?
Thorpe
2012-09-10 07:25:37 UTC
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Post by blueberrymind
Posso sapere cosa vuol dire <logic>a per te?
Apri un vocabolario. E' quella.
Pope
2012-08-29 13:23:50 UTC
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Post by Banca Centrale Mondiale
Se davvero i singoli atei affrontano seriamente la questione di Dio,
provino anche a considerare ciò che afferma Gesù Cristo.
ooooooohhhhhhhhhh ecco qua chi ci dimostrerà l'esistenza di gesù Cristo

su, dai, siamo tutti in trepidante attesa delle tue enunciazioni
Foamclene
2012-08-29 13:44:45 UTC
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Post by Banca Centrale Mondiale
L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio
Tu sei invece quello che nega l'esistenza dell'apostrofo.
Pope
2012-08-29 14:01:55 UTC
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Post by Foamclene
Post by Banca Centrale Mondiale
L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio
Tu sei invece quello che nega l'esistenza dell'apostrofo.
si vede che per copia/incollare usa un programma che non usa
l'apostrofo e glielo mangia
Gigio
2012-08-29 14:16:12 UTC
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Post by Foamclene
Post by Banca Centrale Mondiale
L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio
Tu sei invece quello che nega l'esistenza dell'apostrofo.
ROTFLMAO!!
Ciao!
Gigio c'è
angelsoft
2012-08-31 18:07:34 UTC
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Post by Banca Centrale Mondiale
rendere conto di sé stesso al suo Creatore.
Innanzi tutto bisogna intendersi su cosa sarebbe questo Dio.

IO credo che tu abbia in mente la solita immagine iconoclastica che ti
è stata trasmessa usando sofisticatissime tecniche di comunicazione che
hanno avuto migliaia di anni per essere sperimentate e rodate.

Questo Dio è onnipotente e onniscente; conosce ogni singolo atomo anzi
ogni singola particella di questo universo e sa passato presente e
futuro di ognuno di noi.

Ma guarda caso ha creato un universo spaventosamente gigantesco e
enorme per piazzare qualche miliardo di esseti chiamati "umani" in un
minuscolo e insignificante pianetino.

Crea miliardi di miliardi di esseri viventi alcuni dotati di estrema
intelligenza e tutti destinati all'oblio e alla morte tramite
meccanismi che neanche il piu' efferato scrittore di romanzi horror
riuscirebbe a concepire.

Poi guarda caso ne crea uno a sua "immagine e somiglianza!".
Ovviamente basta guardare come erano i primi ominidi per capire a cosa
deve rassomigliare questo Dio.

E pur avendo a disposizione tutto il suo immenso gigantesco pazzesco
universo, il suo problema su questo pianetico è che questo "essere che
assomiglia a lui" anziche adorarlo dopo che gli ha parlato attraverso
roveti ardenti si mette ad adorare un buo d'oro.

E pur essendo onnipotente e onnisciente ci sono diavolacci malefici che
fanno di tutto per rompergli le uova nel paniere, oltre a una serie di
santi, madonnne, defunti vari che devono fargli da tramite di istanze
provenienti da questi "esseri" che guarda caso gli stanno pure
distruggendo il pianetino cosi bello con tutto quesllo che c'è su.

E potrei andare avanti a citare cose totalmente illogiche e se permetti
per certi versi ridicole, pero' tu mi dici che l'ateismo non è
logico!!!

Complimenti
Angelo
Thorpe
2012-09-02 12:42:39 UTC
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Post by angelsoft
Questo Dio è onnipotente e onniscente;
Non mi ricordo chi ha dimostrato che un tizio onnisciente e
onnipotente costituirebbe un paradosso.

Se è onnisciente, sa perfettamente cosa farà in ogni momento del
futuro. Ma ciò significa che non può cambiare idea e fare
qualcos'altro, quindi non è onnipotente. Se invece potesse cambiare
idea, non sarebbe stato onnisciente quando faceva la previsione.

Carino vero?
quadra
2012-09-02 13:18:15 UTC
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Post by angelsoft
Questo Dio è onnipotente e onniscente;
Non mi ricordo chi ha dimostrato che un tizio onnisciente e onnipotente
costituirebbe un paradosso.
Se è onnisciente, sa perfettamente cosa farà in ogni momento del futuro.
Ma ciò significa che non può cambiare idea e fare qualcos'altro, quindi
non è onnipotente. Se invece potesse cambiare idea, non sarebbe stato
onnisciente quando faceva la previsione.
Carino vero?
No ignoranza.
Pope
2012-09-02 14:03:36 UTC
Permalink
Post by angelsoft
Questo Dio è onnipotente e onniscente;
Non mi ricordo chi ha dimostrato che un tizio onnisciente e onnipotente
costituirebbe un paradosso.
Se è onnisciente, sa perfettamente cosa farà in ogni momento del futuro. Ma
ciò significa che non può cambiare idea e fare qualcos'altro, quindi non è
onnipotente. Se invece potesse cambiare idea, non sarebbe stato onnisciente
quando faceva la previsione.
Carino vero?
se fosse onnipotente, perchè avrebbe così paura del diavolo ?
Gigio
2012-09-03 09:11:15 UTC
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Post by Pope
Post by angelsoft
Questo Dio è onnipotente e onniscente;
Non mi ricordo chi ha dimostrato che un tizio onnisciente e onnipotente
costituirebbe un paradosso.
Se è onnisciente, sa perfettamente cosa farà in ogni momento del futuro.
Ma ciò significa che non può cambiare idea e fare qualcos'altro, quindi
non è onnipotente. Se invece potesse cambiare idea, non sarebbe stato
onnisciente quando faceva la previsione.
Carino vero?
se fosse onnipotente, perchè avrebbe così paura del diavolo ?
E se fosse onnisciente, perchè lo avrebbe creato, sapendo già i grattacapi
che satanasso gli avrebbe dato?
Ciao!
Gigio c'è
W
2012-10-05 18:27:17 UTC
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L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio. (...........)
Il titolo "L'ATEISMO NON E' LOGICO", che prelude i consueti
ragionamenti dogmatici fideisti,
appartiene a chi vorrebbe, come usa la teologia in tempi moderni,
entrare non solo nel campo dei miti,
della spiritualità e dei riti, ma anche estendersi e affermarsi là
dove è lo spazio del non-credente-in-una-determinata-
visione-della-religione-in generale-quella-teista-e-in-particolare-
quella-cristiana-e-cattolica.
Lo spazio della logica, della razionalità, della dimostrazione, spazio
privilegiato di chi non considera o rifiuta una credenza
o una religione. Il deismo si basa sulla fede, ma vorrebbe convincere
anche con la "razionalità" teologica, con l'infinita retorica, la
mente che si pone domande, che istintivamente cerca una spiegazione al
tutto e che altrettanto istintivamente sa che non c'è.
W
2012-10-05 20:16:20 UTC
Permalink
L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio. In
particolare l’ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un
Dio.  Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? In realtà
no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che
tradiscono l’ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all’autorità
ultima di Dio, ad un ordinamento superiore ed alle responsabilità che
questo comporta. (............)
In questa raccolta di argomentazioni pressoché propagandistiche e
dogmatiche, dove ovviamente chi ragiona ragiona partendo dalla sua
fede e dagli argomenti più consistenti che altri hanno elaborato e che
lui ha accettato, già le prime sono, per onestà intellettuale,
perlomeno scorrette.
In linea di massima sono atei (non credenti nel Dio ente personale
della tradizione cristiana, musulmana ed ebraica)
anche induisti, buddhisti, confuciani, taoisti .... non perché negano
quel dio, è che hanno antichissime tradizioni basate su altre
religioni, altro modo di pensare, credere, praticare i riti, non hanno
bisogno di negarlo, è che hanno i loro dei
e loro idee sul sacro.
Mentre gli atei non religiosi devono necessariamente definirsi dalla
maggioranza credente, e la loro posizione appare in gran parte non di
negazione, ma di indifferenza.
Quelli che hanno approfondito di più la questione non possono essere
definiti in una categoria: oltre alla posizione di indifferenza o
ricerca c'è quella dell'agnostico che pensa non si possa sapere, e
dell'ateo con una posizione più forte che decide e crede nella non
esistenza di quel particolare ente divino detto Dio.
Ma di posizioni forti e deboli è pieno anche il modo dei credenti.
Del tipo: "che ci sia un signore ci credo, ma non approfondisco e non
pratico", oppure: "ci credo a modo mio, non ai preti e al Vaticano).
Che tutta questa realtà mondiale di gente alternativa alla pure più
diffusa religione abbia posizioni di pregiudizio e irrazionalità sono
parole grosse, offensive e ben poco ragionevoli (a motivo della difesa
e affermazione del loro dogma), in quanto il sentimento e la
ragionevolezza, nel rispetto degli altri, si deve considerare di
tutti, se non si è ideologicamente e fideisticamente violenti, se si
vuole la pace.
La tanto proclamata frase "tradiscono l'ostinata volontà di sottrarsi
all'autorità ultima di Dio" da millenni fa impressione, e si continua
ad usarla, ma significa più correttamente: " ... di sottrarsi alla mia
condivisa idea e credenza circa la Realtà Ultima".
Ma chi lo dice che egli sa cos'è la verità, la vera religione, che sa
di un creduto Dio che forse interpreta in modo del tutto errato?
Che egli in base all'adesione a una religione possa ritenersi migliore
e degno di vita eterna, mentre gli altri no, è un pensiero che a suo
modo sarà anche consolante, ma che può essere benissimo visto come
presunzione e rifiuto degli altri, di tutta la realtà di popoli e
individui dalle infinite differenze.
Anche da tale arroganza nasce il rifiuto e l'indifferenza.
Che quel di cui sta parlando sia la volontà di Dio è discutibile (poi
ci sono tanti dei e tante idee sulla volontà di Dio, che comunemente
servono anche da pretesto per altri scopi), ma che sia la sua volontà
personale è sicuro, e mettendo insieme i due argomenti ne risulta più
che l'essere portatori di verità, essere portatori di presunzione.
Gli uomini hanno sempre cercato infiniti modi capire la realtà: un
modo è la logica, l'altro comprende la rappresentazione simbolica, è
il mito.
I miti possono servire, ma per operare devono essere creduti, e il
credere sottintende che non è un fatto.
Sappiamo bene che si considerano miti solo le religioni decadute.
E' da considerare che la storia possa essere analoga: la religione
come rappresentazione fantastica di ogni sorta di simbolo e archetipo
della mente e delle sue necessità.
W
2012-10-06 11:00:43 UTC
Permalink
On 29 Ago, 13:20, ***@bank.org (Banca Centrale Mondiale) wrote:
(............)
L’ateismo afferma categoricamente che non esiste alcun Dio. L’ateo, però,
può davvero essere certo di questa sua affermazione? Di fatto per essere
certi che un Dio non esista questo esigerebbe la perfetta conoscenza di
ogni cosa (l’onniscienza). Per conseguire questa conoscenza bisognerebbe
avere simultaneamente accesso ad ogni parte dell’universo e in ogni
dimensione della realtà (onnipresenza). Quindi, per un ateo, per essere
certo di questa sua affermazione, sarebbe necessario possedere
caratteristiche divine. Ovviamente la limitata natura dell’essere umano le
preclude queste speciali capacità. L’affermazione dogmatica dell’ateo è
quindi chiaramente ingiustificabile. L’ateo cerca di provare una negazione
universale. In termini di logica, questa è chiamata una fallacia logica.
(.............)

Il teo-logo di mestiere parla di Dio.
Cioè, non che sappia effettivamente se esiste un'entità personale
creatrice e ordinatrice dell'universo, non che sappia com'è e cosa
vuole, non che sappia qual'è il modo migliore di pensare e di vivere,
non sa, ma ha competenze su un ramo delle culture religiose del mondo,
che sono comunque costruzioni intellettuali come le altre, tranne
prova definitiva, che nel caso dell'ente chiamato Dio dovrebbe
consistere in una evidente e indiscutibile rivelazione al presente per
tutti gli uomini.
Non si è mai discusso per millenni se il sole esiste. Mentre questo
ente chiamato Dio non s'è mai visto.
La capacità retorica e la buona fede possono essere di chiunque
sostenga un qualsiasi pensiero, ma le affermazioni qui presentate sono
troppo spregiudicate nel tentare di rovesciare le questioni.
Nel campo della logica, per esempio: nella storia l'avanzare del
pensiero filosofico, scientifico, razionale si oppone al pensiero
metafisico, simbolico e fideistico, per cui questo campo appartiene in
modo predominante a chi si basa sul mondo fisico e sui limiti del
pensiero umano di comprendere le questioni assolute universali.
Mentre chi si basa sul pensiero religioso non è che sappia, ma crede
di sapere.
Esaminata questa evidenza scomoda per il religioso e che tenta di
rovesciare (è da considerarsi il meccanismo psicologico della
proiezione sull'altro delle proprie mancanze), si può vedere come
normalmente non sia l'ateo in posizione da onnisciente, ma lo sia il
credente.
Colui che ha fede è come dicesse: "io so l'origine del mondo,
dell'uomo, il modo in cui vivere e il destino finale".
Mentre l'ateo: "io so di non sapere perché sono evidenti i limiti
della mente umana data la moltitudine di interpretazioni, e ho fiducia
che l'adesione al mondo reale e fisico sia la condizione spirituale
migliore per essere in armonia con l'essenza universale, comunque essa
sia, mentre costruzioni umane religiose sono distrazione e negazione
di ciò che è; la trascendenza è nell'immanenza non nelle costruzioni
emozionali e intellettuali dette religiose".
Quindi si può anche considerare come l'uomo spirituale in contatto
con la Verità e l'Universale sia più l'ateo che il religioso.
W
2012-10-07 16:44:08 UTC
Permalink
On 29 Ago, 13:20, ***@bank.org (Banca Centrale Mondiale) wrote:
(.......)
La concezione atea del mondo è inadeguata anche per molte altre
ragioni.
In primo luogo l’ateismo non può spiegare adeguatamente l’esistenza della
complessa ed ordinata realtà del mondo. Come ogni altra cosa, il mondo in
cui viviamo esige una spiegazione che vada oltre a sé stessa – l’ateo
però, non è in grado di fornirne una. In secondo luogo la concezione atea
del mondo non è in grado di fornire le necessarie condizioni preliminari
per dar ragione alle stesse leggi della scienza ed a quelle universali
della logica – come pure, naturalmente, degli standard morali assoluti che
vorrebbe pure negare ma dei quali trae indubbiamente vantaggio e di cui
certo non vorrebbe privarsene. In breve, la concezione atea del mondo non
può dar ragione delle realtà più significative della vita. Si sforza con
infiniti sofismi di darne spiegazione, ma tutto ciò si rivela, in realtà
una fuga continua da quelle evidenze che si ostina a non accettare.
(........)
Anche questo ragionamento appare propagandistico e scorretto nella sua
apologetica di affermare un orientamento di pensiero e fede e di
demolirne altri.
Se il teismo avesse adeguatamente spiegato il mondo non si sarebbe più
qui a discutere, come si è fatto per millenni, invece altre antiche e
immense culture non-teistiche sono ancora globalmente in grado di
spiegare il mondo a loro modo, compresa quella più strettamente a-
teistica e a-religiosa.
L'enorme espansione della conoscenza dell'universo fisico ha spiegato
molto della realtà, ma certo non ha spiegato tutto, e questi sono i
limiti umani, che si vogliano accettare o no.
Oltre questi limiti c'è la metafisica, ma le innumerevoli idee circa
l'ignoto rimangono idee, più o meno intelligenti, credibili o
incredibili che siano.
Che la spiegazione teistica sia meglio di altre rimane solo questione
di crederci.
Per esempio la spiegazione della forse più antica e tutt'ora dominante
in popolazioni di circa un miliardo di persone è quella vedica
(induismo), molto complessa e affascinante e molto diversa da quella
monoteista.
Poi c'è da confutare che la spiegazione sia necessario darsela:
andando oltre i confini delle umane possibilità si inventano
facilmente cose che possono piacere e tornare utili, ma che possono
essere lontane o antagoniste alla sconosciuta realtà assoluta.
Per esempio, non solo gli a-religiosi non vogliono fare ipotesi su
quello che non è umanamente dato di sapere pragmaticamente, ma si
fondano su questo anche immense e antiche religioni e filosofie
spirituali come buddhismo, taoismo e confucianesimo.
Queste realtà tendono fortemente a dimostrare come l'umano che si
chiede spiegazione del mondo non tende a pensa solo al dio dei teisti,
ma da altre soddisfacenti spiegazioni.
Se il teista fornisce la risposta Dio, l'ateo fornisce la risposta che
non si può sapere, anche perchè inventarsene una con il supporto del
crederci è facilmente deleterio.
Un'altra spiegazione atea del mondo e del suo ordine è che l'universo
e il suo ordine intrinseco sono una cosa sola, che l'ordine è
immanente, come dicono i panteisti.
E che non necessita di pensare a un ente che lo abbia generato, anche
per via che questo immaginario ente dovrebbe avere caratteristiche
talmente immense da non poter essere ridotto ad antropomorfizzazione
umana con tutti i sentimenti e i limiti che esso comporta, un ente
cosmico difficile da definire, come altrove viene immaginato come
Brahman o come Tao.
Anche perchè se si vuole risalire ad un ente che ha originato
l'universo
si pone ancora il problema di cosa ha generato quell'ente, e lì o ci
si ferma dogmaticamente, o si immagina le divinità superiori dello
gnosticismo, oppure per ipotesi scientifica altri universi.
Come si può vedere, le supposte evidenze che gli altri si
ostinerebbero a non accettare non sono affato evidenze, sono idee e
fedi circa come le altre, che a seconda del carattere personale
possono essere ritenute vere, valide, non valide, false, inutili,
mitologiche, noiose, dannose, ecc.....

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